Author: Juana
• mercoledì, dicembre 03rd, 2008

Il London Paper, il Metro e il London Lite sono solo tre delle decine di giornali distribuiti ogni giorno gratuitamente ai londinesi. Solitamente, essi sono tra i piu’ letti per via della facilita’ con cui e’ possibile ottenerne una copia: quando non sono negli stand all’uscita dalle stazioni della Tube, sono regalati in strada da addetti che li schiaffano dritti sotto il naso dei passanti.
L’impaginazione del Metro, del London Paper e del London Lite e’ semplice, lineare, le notizie sono scorrevoli e riassunte fino all’ultima goccia. Devono essere lette nel breve tempo di una fermata, spesso, e devono percio’ richiedere poca concentrazione. Il London Lite, per venire incontro ad un’esigenza tutt’altro che trascurabile, stampa le sue copie con un inchiostro che non sbiadisce. Gli altri due, invece, continuano soddisfatti a lasciare ai lettori le dita di uno spazzacamino.
Se si vuole avere un sunto di attualita’ attendibile a costo zero e’ al Metro che si deve ricorrere. Il London Paper, pur non avendo il concentrato di gossip del London Lite, resta comunque la giusta via di mezzo tra i due.
Nonostante l’usuale compostezza, anche il Metro a volte si lascia andare a pezzi degni di un giornale da parrucchieria. Ad esempio, e’ sul Metro di stamattina che e’ apparso, nella pagina dei consigli sui regali di Natale, uno schiaccianoci a forma di Margaret Thatcher. Non so quanto la signora Thatcher sara’ contenta di sapere che migliaia di londinesi questo Natale schiacceranno noci servendosi delle sue gambe.

La Gran Bretagna e’ in allerta: prima della fine dell’anno si prevede un’invasione di quelle che qui chiamano super-ants e che, a giudicare dalla gradevolissima foto in allegato, devono essere una sorta di super-formiche. Un articolo delizioso da leggere, soprattutto a mezz’ora dalla fine della colazione.
C’e’ poi la frecciatina ai francesi: in un trafiletto all’apparenza del tutto casuale ed innocente viene ricordato come il 4 dicembre del 1518 a Strasburgo decine di persone morirono nel corso di una festa per aver ballato ininterrottamente per giorni. Nessun giudizio esplicito, l’articolo e’ studiato cosi’ bene da commentarsi da se’.
Solitamente non menzionata, l’Italia fa oggi la sua comparsa sul London Paper grazie ad un arzillo vecchietto palermitano che, alla veneranda eta’ di 86 anni, ha indotto la moglie a chiamare spaventata il 118 dopo aver scambiato la sua iper-euforia da Viagra per un attacco cardiaco. Il pensiero di scrivere alla redazione e raccontare la mia esperienza con vicini anziani Viagra-dipendenti ha attraversato la mia mente piu’ di una volta mentre leggevo.

Britney Spears e Paris Hilton sono tra le due celebrita’ maggiormente detestate dagli inglesi. Per una strana coincidenza, sono anche le due celebrita’ che appaiono piu’ spesso nei loro quotidiani. A farla da padrona e’ la Spears, che si conquista almeno mezza pagina al giorno tanto sul Metro quanto sul London Lite quanto sul London Paper. La notizia di oggi? Il disappunto dei Take That alla scoperta che il loro nuovo album, The Circus, ha praticamente lo stesso nome di quello della Spears, Circus. Il punto di partenza e’ questo patetico tentativo di giustificare due titoli sicuramente decisi a tavolino e deliberatamente scelti uguali; da li’ ad arrivare alle stravaganze odierne della Spears e’ un attimo. Come dire: un’insofferenza epidermica ma della quale non si puo’ fare a meno.

La crisi divampa ed avanza, imperterrita. In Italia, a questo punto, si era gia’ arrivati al raddoppio dei prezzi: sapendo gia’ che avrebbero dovuto andare incontro ai consumatori triplicando le offerte e abbassando i listini, i supermercati nostrani alle prime avvisaglie di crisi si affrettarono a quadruplicare i prezzi di pasta, pane e carne.
A Londra sta andando diversamente. Consci del disagio dei consumatori – e visti i guadagni in pesante calo nonostante il clima natalizio – le grandi catene locali quali Marks&Spencer, Tesco e Debenhams hanno gia’ ridotto i prezzi dei loro prodotti. Non li hanno alzati per poi metterli in sconto a cifre addirittura piu’ alte che in passato. Li hanno ridotti per davvero, e la differenza si vede alla cassa. Quando un pacco di pasta di qualita’ discreta inizia a costare meno a Londra che in Italia vuol dire che qualcosa di veramente grosso non va, nel nostro Paese.

Category: Economia, Meltin' pot
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Leave a Reply