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Author: Juana
• giovedì, dicembre 11th, 2008

Devo premettere una cosa: i ragazzi dell’agenzia Sognandolondra sono stati tutti sempre molto cordiali e disponibili, fino alla fine. Sul lato umano, quindi, nulla da obiettare.

All’inizio di novembre, quando la decisione di tentare l’avventura londinese prese subitaneamente forma nella mia testa, iniziai anche ad informarmi sul modo piu’ rapido e sicuro per trovare casa. Cercando informazioni sull’attendibilita’ degli annunci pubblicati su GumTree incappai in un post del forum di un sito chiamato “Sognandolondra”. Nel post si raccontava l’esperienza di una ventiduenne italiana – un po’ balenga, se vogliamo – la quale aveva dato una caparra stratosferica a quello che credeva essere il proprietario della casa e che, alla fine, si era rivelato essere un inquilino insolvente. La tipa si era ritrovata a picchiare i pugni contro la porta chiusa di quello che avrebbe dovuto essere il suo appartamento e, subito dopo, a correre in cerca d’aiuto in questa agenzia gestita da italiani.
Ho spulciato il sito dalla prima all’ultima pagina. L’impressione generale, giunta all’ultima, era piu’ che positiva. Informazioni su Londra a gogo, indizi su come cercare lavoro, immagini di case in affitto belle quasi quanto quella in cui vivevo. Avrei potuto venire a Londra, stare in albergo in attesa di trovare casa e cercarla tramite annunci oppure avrei potuto dare 98£ a loro e avere una stanza assicurata. Conti alla mano decisi che sarebbe stata molto piu’ conveniente questa seconda opzione. Inoltre, compreso nel prezzo c’erano la richiesta del NiN (National Insurance Number), l’apertura del conto in banca, una scheda telefonica internazionale nonche’ la possibilita’ di cambiare piu’ volte casa senza dover aggiungere alcun soldo.
La camera sarebbe stata all’interno di uno dei tanti appartamenti da loro gestiti, appartamento da condividere con altre tre persone. Avrei avuto una stanza singola ammobiliata con prodotti Ikea nuovi, una connessione wireless, una stazione metro a due passi e molti bus a disposizione. Per essere certa di tutto questo ho chiamato due volte il numero italiano da loro rilasciato attraverso il sito: potevo stare tranquilla, al pagamento di parte della commissione – 29 sterline su 98 totali – avrebbero immediatamente fermato la camera che avrei occupato dal 18 in poi.

La mattina del 18 novembre alle undici ero nel piccolo studio di Sognandolondra, una sorta di stanza nel retro di un Internet Point vicino alla stazione di King’s Cross St.Pancras. Ho firmato il contratto, il quale prevedeva cavilli, obblighi e restrizioni assurde – ma questo lo sapevo gia’ – e una cauzione pari a due settimane di affitto, 200 sterline.
Sono uscita di li’ con il nome della stazione metro alla quale recarmi e il numero di telefono di uno dei miei futuri compagni di casa.
Subito dopo le presentazioni avevo capito che qualcosa non andava: il mio compagno di casa, l’unico compagno di casa, era anche intestatario del contratto. Si era rivolto a Sognandolondra il giorno precedente e loro ventiquattro ore dopo avevano mandato me. Eppure io la mia prenotazione l’avevo fatta almeno dieci giorni prima…
Dei 100 pound da me dati all’agenzia settimanalmente il mio coinquilino ne avrebbe visti solo 80: 20 sarebbero finiti nelle casse dell’agenzia, nonostante io ne avessi gia’ pagati 98 di commissione.
Trattandosi di un appartamento in mano ad un privato e, quindi, non direttamente gestito dall’agenzia, molte cose promesse da Sognandolondra non c’erano. Ad esempio, la stazione della metro e’ a dieci minuti di cammino, non cinque; manca la connessione Internet e non ci sono ne’ un telefono ne’ una televisione; l’arredamento e’ vecchio e minimale, benche’ sufficiente: niente mobili Ikea nuovi di zecca, per intenderci. Anzi, non ho neppure un armadio, in quanto il proprietario dell’immobile ha ben pensato di fornire un banale appendiabiti con rotelle e degli appendini, anziche’ un qualunque guardaroba da due soldi.
Leggendo il contratto da me firmato – e, errore imperdonabile, non letto al momento della sigla – ho scoperto non solo che avrei ripreso solo 180 dei 200 pound di cauzione da me lasciati, ma che la ricevuta da loro datami altro non era che un banale pezzo di carta, senza intestazione ne’ mittente, e senza firma tranne un segno, una sorta di V, in fondo. Insomma, se avessi avuto qualunque problema non avrei avuto assolutamente niente che testimoniasse che le parti coinvolte eravamo io e l’agenzia. Perfino sul contratto non compariva alcun nome: Sognandolondra era a tutti gli effetti un’entita’ utopica per quei fogli.

Il pagamento dell’affitto doveva avvenire brevi manu ogni lunedi’. Se avessi ritardato di un giorno avrei dovuto pagare 10 sterline di multa. Allo scadere del terzo giorno di ritardo mi avrebbero tolto la casa. Come?, mi sono chiesta io, dal momento in cui ero entrata in una casa col contratto a nome di un privato da loro totalmente slegato. Il mio coinquilino, infatti, non aveva firmato nulla ne’ rilasciato documenti: aveva solo detto loro di avere una stanza da affittare, fornendo loro delle foto. Foto che io non ho mai visto in quanto, come ho detto, hanno deciso di mandarmi in quella casa praticamente nel momento in cui mi sono presentata nel loro sgabuzzino, pardon, ufficio.

Passata la prima settimana, dopo essere stata di nuovo nell’agenzia per lasciare il mio secondo affitto, ho anche preso la mia decisione: avrei dato disdetta cosi’ da essere fuori da quel giro in due settimane. Mi seccava dover pagare 100 sterline quando l’affitto effettivo era 80. Inoltre, il nostro duo nel frattempo era diventato un quartetto e stavo seriamente ragionando di fare una doppia con la nuova ragazza arrivata in casa – vista la scarsita’ di camere.
Ad essere sincera ho cambiato idea almeno tre volte, e per altrettante quelli di Sognandolondra si sono sentiti dire “disdico” e “no, non disdico piu’”. Non hanno fatto alcuna rimostranza quando ho acceso la mia risposta definitiva: l’8 sarei andata li’ a riprendere la mia cauzione. Come ho gia’ affermato, sono stati sempre molto gentili.

Ieri, 10, sono andata da loro l’ultima volta. Ho ripreso i miei 180 pound, li ho ringraziati e sono uscita. Resto convinta della mia decisione di affidarmi a loro – un hotel per piu’ giorni mi sarebbe costato ben piu’ di 100 sterline – ma resto oltremodo delusa e insoddisfatta del servizio. La casa, benche’ vivibile – bada bene, vivibile – non rispecchia affatto le foto da loro mostrate nella loro pagina delle camere zona 3. L’apertura del conto in banca era, in realta’, il suggerimento di un nome di un addetto della Barclay vicina all’agenzia al quale rivolgersi. La correzione del CV in inglese non e’ mai stata fatta, e il foglio con l’appuntamento per il National Insurance Number mi e’ arrivato il 7, scaduto da almeno una settimana.
Alla luce della mia esperienza consiglierei di usufruire di un’agenzia, che sia Sognandolondra, Londraweb o altre? Dipende. Se non si hanno riferimenti, esse possono essere un valido punto di appoggio. Basta svincolarsi appena possibile cercandosi una casa mediante annunci e siti Internet. Se si hanno riferimenti di qualunque tipo, conviene affidarsi ad essi. Si risparmiera’ sull’affitto, sulla commissione e nessuna cauzione verra’ privata di una percentuale vergognosa.

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