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Author: Juana
• venerdì, gennaio 09th, 2009

Una caratteristica distintiva dei parchi londinesi e’ la fauna che li popola. Decine di specie diverse di palmati, di volatili di media e grossa taglia, centinaia di scoiattoli vivono insieme in perfetta armonia. Questi ultimi in particolare non hanno alcun problema ad avvicinarsi all’uomo, anzi. Non appena fiutano odore di cibo perdono tutti i loro freni inibitori e si arrampicano, scalando pantaloni, borse, zaini e arrivando in testa.

Hyde Park resta il parco per eccellenza con la piu’ alta concentrazione di scoiattoli. Benche’ incredibile, il comportamento di queste bestiole varia da zona a zona. Sono schivi e inavvicinabili nei Kensington Gardens, curiosi e incoscienti intorno al Westbourne Gate, avveduti ma mansueti lungo il Serpentine, feroci e aggressivi negli Holocaust Memorial Gardens.
Fermarsi su un sentiero e mettere mano alla borsa – magari anche solo per prendere un fazzoletto – sancisce l’inizio di un assalto piu’ o meno numeroso che si concludera’ solo con la ripresa frettolosa della propria passeggiata. Gli scoiattoli dei parchi londinesi, infatti, sembrano soffrire di un problema non da poco: il verme solitario. Per quanti chili di biscotti, noci o pane i volenterosi visitatori possano dare loro, loro saranno sempre li’, pronti a riceverne ancora.
La loro fame perenne li porta a studiare con notevole interesse ogni singolo passeggiatore. Non appena uno di loro si ferma e mette mano alla borsa, scatta l’adunata. Quello che prima era uno scoiattolo isolato in pochi secondi si trasforma in una squadra di quattro o cinque. A seconda delle zone, la S.W.A.T. decidera’ se avvicinarsi o meno alla persona. Non importa cosa essa stia per tirare fuori dalla borsa: se si e’ di fronte ad un plotone di scoiattoli-Jones, il povero malcapitato se li ritrovera’ arrampicati ovunque. Se ne liberera’ solo nel caso in cui dimostrera’ di aver messo mano alla borsa per altro che non sia cibo commestibile.

Da qualche tempo ho preso a portare con me un sacchetto di frutta secca. Costa una miseria e fa felice un discreto numero di scoiattoli per un generoso numero di giorni.
Il mio punto preferito in cui elargire leccornie resta la riserva lungo il Serpentine, subito dopo le Fountains. Gli scoiattoli sono scapestrati e caotici, li’, ma attendono diligentemente che si tenda loro la mano con la mandorla o la nocciola di turno – dopotutto, sono pur sempre scoiattoli inglesi.
Ogni tanto uno di loro azzarda una scalata su per i jeans, fino a raggiungere personalmente il sacchetto nel quale sono contenute le leccornie. Con disciplinata pazienza britannica attende che l’altra mano tiri fuori da esso qualcosa per lui.

Le scene alle quali si assiste nel momento in cui si decide di nutrire gli scoiattoli sono incredibili, esilaranti e tenere. Avere un manipolo di spolverini animati che corrono intorno ai piedi e’ un’esperienza alla quale si fa fatica ad abituarsi, specie se si proviene da un Paese nel quale scene del genere non sono all’ordine del giorno.
Tuttavia, queste scene tenere o esilaranti possono trasformarsi in un’esperienza terrificante che ricorda molto da vicino un romanzo di Stephen King.
Gli scoiattoli che popolano gli Holocaust Memorial Gardens hanno la schiena rossiccia e la coda poco folta. Questa, tuttavia, non e’ l’unica differenza che li rende in qualche modo distanti dai cugini che risiedono poco piu’ a nord. La loro peculiarita’ e’ l’essere schivi e, al tempo stesso, aggressivi.
Con il mio sacchetto di leccornie da roditori mi sono seduta e ho iniziato a sfamare una piccola orda di questi scoiattoli dei quali, all’inizio, ignoravo il carattere. Senza prenderli dalla mia mano ma aspettando che io li lanciassi a terra, questi Montecchi dei roditori hanno quasi dato fondo alla mia scorta in meno di dieci minuti. Solo uno di loro e’ stato tanto coraggioso da avvicinarsi e prendere il cibo dalla mia mano, proprio come i suoi simili della zona nord. Soltanto, il suo prendere era accompagnato da pesanti zampate, zampate seguite da altrettanti solchi rossi nell’epidermide grazie alle sue unghie non proprio limate.
Quello che era iniziato come un pasto tranquillo si e’ trasformato in una guerra nel momento esatto in cui tale scoiattolo ha deciso, senza preavviso e senza ragione, di azzannarmi un dito. Mentre cercavo di arginare quello zampillare nauseante, gli altri scoiattoli osservavano guardinghi, a debita distanza dai miei piedi, la scena: io col fazzoletto sempre piu’ rosso che maledicevo il loro amico il quale, per tutta risposta, continuava ad arrampicarsi sulle mie gambe e a tentare di completare l’opera. A nulla sono valsi i miei tentativi di farlo scendere: appena toccava terra, lui risaliva. E afferrava la mano ferita tentando di tirarla giu’ e azzannarla di nuovo.
Andando contro ogni mio principio di rispetto verso gli animali l’ho preso a spintoni – vista la mole, non e’ stato difficile – l’ho fatto volare a terra, l’ho pungolato. L’ho scosso come il batacchio di una campana quando si e’ aggrappato al polsino del mio giubbotto, restando sospeso in aria a X e tentando, nonostante la condizione di equilibrio precario, di mordermi la mano. Sembrava un film horror: scoiattolo indemoniato si incolla a mano di malcapitata come cozza allo scoglio e non c’e’ modo di liberarsene.
Riconosco che deve essere stata una scena ilare, per i passanti: non capita tutti i giorni di vedere una ragazza spiritata con uno scoiattolo impazzito appeso al polso e sbattuto da una parte all’altra.
Alla fine ha desistito. Con mio immenso sollievo e’ sparito dal mio campo visivo, permettendomi finalmente di iniziare a raccogliere le mie cose dalla panchina – senza il rischio di venire azzannata mentre mettevo mano ad esse – e alzarmi. Tuttavia, lo scoiattolo posseduto era li’, la coda che spuntava dalla mia borsa: aveva aperto la clip per raggiungere il sacchetto di frutta secca contenuto all’interno. Non mi sono interrogata affatto su come o quando fosse riuscito ad aprirla; semplicemente, l’ho spinto via, afferrando in fretta la borsa e avviandomi verso Hyde Park Corner.

La vicenda del clan di scoiattoli indemoniati e’ stato un evento atipico del quale finora non avevo neppure sentito parlare. Fortunatamente il comportamento irreprensibile degli altri roditori presenti in Hyde Park non consente una facile generalizzazione sul temperamento e l’indole di questa razza solitamente timida e accorta.
Mentre combattevo contro hell-squirrel, c’era un pettirosso minuscolo che mi guardava. Zampettava intorno ai miei piedi, sui rami dei cespugli vicini a me, fissandomi tutto il tempo. Non voleva cibo, non ha neppure tentato di prendere l’uvetta che gli ho lanciato. Semplicemente, mi seguiva.
Ha continuato a seguirmi di ramo in ramo finche’ non sono uscita fuori dal parco.