Lo si avverte: il nervosismo e’ ovunque.
In strada, nei negozi, negli uffici, l’insofferenza sta assalendo tutti, indistintamente. La capitale delle cortesie e delle file ordinate si sta trasformando, settimana dopo settimana, in una corsa a chi arriva primo.
Cos’e’ cambiato da ora ad un anno fa? Come mai la gente in strada non rispetta piu’ la folla, dando spintoni e gomitate, come mai nella Tube non si attende piu’ di far scendere i passeggeri prima di salire? Come mai non si guarda piu’ prima di cambiare direzione – ed evitare cosi’ di travolgere chi c’e’ dietro? Come mai sui bus si corre a fregare il posto a chi sta salendo in quel momento?
Londra e’ coperta da uno strato di nervosismo omogeneo ed universale. Se sia colpa della crisi o, semplicemente, di un sovraffollamento continuo giunto alla sua fase clou di intolleranza non lo so. L’unica certezza e’ che camminare in strada e’ diventato un inferno e prendere la metro nelle ore di punta – un disagio anche in passato, ma alleviato dalla politeness degli altri passeggeri – un suicidio. Occorre aspettare piu’ di un treno prima di riuscire a salire, e appena il treno compare… ressa intorno ai rombi a terra che indicano il punto in cui si fermeranno le porte. All’apertura delle stesse, un fiume indemoniato entra e cerca di accaparrarsi l’ultimo sedile rimasto. Poco importa se per farlo ha spinto dentro dei poveri malcapitati che volevano invece scendere.
La tolleranza e la tranquillita’ inglesi a Londra negli ultimi tempi sono andate a farsi benedire.


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