Archive for the Category ◊ Annotazioni veloci ◊

Author: Juana
• mercoledì, marzo 11th, 2009

…dicono loro. Ma, di fatto, agli stranieri continuano a lasciare gli avanzi.
Questo e’ il messaggio standard che mi sono vista recapitare anche troppe volte in questi quattro mesi:

“Dear Miss Juana Romandini,
following your recent application for the position of Junior Copywriter – Fashion, we are writing to let you know that unfortunately you have not been successful this time. We will keep your details on file and be in touch if a more suitable position arises.
Thank you for your interest in this role, regards.”

Variano la forma e la quantita’ di spiegazioni, ma il significato e’ sempre il solito: non ti assumiamo. E, soprattutto, i dati che dicono di conservare finiscono sempre nel cestino.
Tendo a precisare di essermi candidata solo ed esclusivamente per lavori alla portata del mio titolo, della mia esperienza e delle mie conoscenze. Tendo a rispondere solo ad annunci che rispecchiano almeno all’80% cio’ che so fare. Spesso si tratta di annunci indirizzati – addirittura! – a neolaureati oppure a studenti semplicemente diplomati. E allora perche’ non prendere in considerazione una laureata, nella materia da loro cercata ovviamente, con esperienza e un libro all’attivo – e un’iscrizione nel campo che in certi casi non guasta? Semplice: sul mio passaporto non c’e’ scritto UK.
Benche’ cerchino di fare gli equi e di nascondere questa realta’, la verita’ e’ che, in un momento di pesante crisi come questo, gli inglesi danno i lavori inglesi solo agli inglesi. Sono stati bravi a controllare l’opinione pubblica, ma alla fine, inevitabilmente, qualcosa e’ loro sfuggito ed e’ cosi’ che sui quotidiani sono finiti sprazzi di verita’, trafiletti in cui si accenna a questa decisione netta: i lavori intesi come tali devono essere assegnati agli autoctoni.
Ora mi chiedo: se una persona, a prescindere dalla sua nazionalita’, ha capacita’, volonta’, esperienza e curriculum, perche’ non prenderla in considerazione? Perche’ relegarla nella nicchia dei volantinisti/camerieri/receptionist/nanny/paninari?
Credevo che una citta’ come Londra andasse oltre simili piccolezze provinciali, e invece mi ritrovo a fronteggiare in Gran Bretagna la smania della custodia gelosa che abbiamo in Italia. Sto sputando sul piatto in cui mangio? Direi proprio di no, visto che per stare qui pago, e anche parecchio!

Author: Juana
• mercoledì, marzo 04th, 2009

Del clima britannico se ne e’ scritto, parlato e disquisito per secoli: sarebbe inutile scriverne qui. Accetterete pero’ la mia perplessita’ di oggi pomeriggio quando, seduta su una panchina con la faccia beata davanti al tepore del sole, mi sono ritrovata a fuggire dal parco perche’ assediata da una copiosa pioggia di chicchi di neve ghiacciati. L’origine? Un solitario nuvolone bigio dietro il quale il sole si era temporaneamente nascosto. L’unica nuvola nel raggio di chilometri, vorrei precisare.

Author: Juana
• mercoledì, gennaio 28th, 2009

C’e’ una cosa che non cambia tra italiani ed inglesi, tra italiani e stranieri di altra nazionalita’: il bisogno di prossimita’ fisica.
Sentendomi un po’ un anziano che richiama i tempi andati, anch’io mi sorprendo a ricordare come una volta, quando venivo qui come turista, nessuno desse fastidio a nessuno e come un picnic in un parco fosse possibile senza avere nessun vicino nel raggio di mezzo chilometro.
Esattamente come la salita in metro, come le queue, come la vita in strada e molte altre cose, anche questo genere di kindness sembra essere ormai solo un ricordo: ora come ora stare gli uni appiccicati agli altri e’ d’obbligo. Se tu scegli l’angolo piu’ remoto del parco per stare in santa pace, complice la consapevolezza che in quel preciso punto non ci va mai nessuno, sta’ sicuro che nel giro di due soli minuti spunteranno, come funghi, almeno altri dieci avventori. Non riuscirai a capire come hanno fatto; semplicemente, all’improvviso ti accorgerai che intorno a te si e’ radunato il mondo. E non un mondo silenzioso e ordinato, bensi’ un mondo caotico, rumoroso, maleducato, capace di sottrarre la panca al tuo fianco – e far cadere la tua roba poggiata nell’angolo – e sedersi non ai tavoli in fondo, ma nel tavolo accanto al tuo. Soluzione: reimpacchettare tutto, lanciare un’occhiataccia ai molestatori gratuiti e andare via.
Sara’ interessante vedere cosa accadra’ alle prime giornate di sole e di caldo, quando nei parchi sbocceranno plaid e coperte e, benche’ ci sara’ come sempre tutto lo spazio del mondo, si concentreranno tutti in un unico, immenso patchwork serrato.