Ci risiamo.
Tamburelli, voci esagitate, canti, litigi nel mezzo, incitazioni, battiti di mani: qui affianco stanno pregando Gesu’.
La scena alla quale di solito assisto la domenica mattina stavolta si sta svolgendo di venerdi’ sera. Solo donne, anche in questo caso, e solo di colore. I litigi nel mezzo dei canti, come sempre, sono divertenti. “Ce l’hai la voce o no? Cosi’ Gesu’ non riesce a sentirti, te ne rendi conto?”. E certo! Strilla, bella mia, che magari qualche pilota di passaggio lassu’ ti risponde! Questo e’ come il tizio che attiva il flash sulla macchinetta fotografica sperando di illuminare la Tour Eiffel e si stupisce che la foto alla fine sia venuta scura…
Finche’ vanno avanti con gli osanna, comunque, io me la godo.
Archive for the Category ◊ Chicche spassose ◊
Abitare in un quartiere prevalentemente di colore o indiano implica dover convivere con abitudini diverse dalle proprie e dover assistere a scene ed episodi inusuali.
La mia domenica solitamente inizia alle sette, per essere precisi inizia nel momento in cui la moglie del pastore della terraced house di sinistra comincia a cantare. Una voce stupenda, profonda, una Tina Turner ad un muro di distanza. Una voce vibrante, modulata, che sarebbe un piacere da ascoltare… ma non alle sette della domenica mattina!
Alle nove scatta l’adunata: le voci nel salotto accanto alla mia camera triplicano, si sentono battibecchi e poi, d’improvviso, si leva un Allelujah, cantato dalla solita voce. Ben presto si uniscono in sottofondo anche gli ospiti finche’, delizia delle delizie, qualcuno non ha la bella idea di prendere un tamburello campanelli-munito. Al tamburello seguono battiti di mani, e le grida di Osanna si infiammano.
Quello che era iniziato come un canto solitario si trasforma in un delirio di “Allelujah!” e “Because Jesus loves us!”, e mentre loro invocano Gesu’ e strillano a squarciagola tutta la loro devozione, tu diventi piano piano un eretico.
Con l’avanzare dei minuti l’atmosfera si scalda. La voce solista inizia a ruggire, totalmente immedesimata nella sua ode, le altre fanno quasi fatica a starle dietro. Quando non ci riescono, piovono i rimproveri: “Non stai cantando abbastanza!”, “Non ti stai immedesimando, tu non ami Gesu’!”, “Gesu’ non riesce a sentirti, canta piu’ forte!”. Ai quali seguono risposte risentite che in breve sfociano in accesi litigi. Poi, di colpo, ricominciano a cantare come se nulla fosse successo.
Mentre ti giri nel letto e sbuffi come un toro indemoniato, d’improvviso ti rendi conto, a dispetto dei borbottii da scomunica di poco prima, di essere diventato un fervido fedele anche tu: impossibile, in simili condizioni di sonno, rumore molesto e sbattere di campanelli non cominciare a propria volta a pregare che Qualcuno ascolti quella massa di esagitati, li accontenti e li faccia smettere.

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