Archive for the Category ◊ Testimonianze oculari ◊

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• domenica, gennaio 25th, 2009

Le mura di cinta dei giardini di Buckingham Palace sono quanto di piu’ inquietante si possa vedere, insieme al muro perimetrale di St. James’s Palace.
Scuri, infiniti, massicci, danno una sensazione di austerita’ palpabile. Camminarci accanto intimidisce, quelle telecamere puntate su di te ti fanno sentire colpevole. L’impressione che si ha al vedere quella distesa di mattoni e’ di trovarsi a costeggiare un campo di concentramento: muro di due metri con spuntoni mortali alla sommita’ e un reticolato elettrico capace di incenerirti gia’ al solo sfiorarlo con l’unghia. Questo e altro per garantire l’incolumita’ di Bess.

Andarsene in giro con una cartellina sottobraccio e procedendo spedita e sicura per la tua strada, senza guardarti intorno spaesata, non ti da’ certo l’aria della turista. Un dettaglio del quale i turisti si accorgono e che sfruttano per fare di te un TomTom.
Spiegare ad un trio di uomini giapponesi a stento confidenti con l’inglese come raggiungere Westminster Abbey da Grosvenor Place non e’ proprio uno scherzo: rischi di farli perdere appena giunti alla diramazione dei Grosvenor Gardens. Tuttavia, e’ fantastico scoprire che stai riuscendo comunque ad indirizzarli e meraviglioso vedersi fare un inchino come ringraziamento per il tuo aiuto. Roba che finora avevo visto solo nei cartoni animati!

Londra e’ una citta’ con dei ritmi assai strani, un po’ come Bologna. Ci sono giorni in cui la citta’ e’ vuota – beh, sempre tenendo conto dei suoi sette milioni di abitanti! – e giorni in cui, inspiegabilmente, esplode.
Per le strade, nelle piazze e nei parchi e’ un brulicare di persone. Armate di cartine, di macchinette fotografiche, di telecamere: turisti. Talmente tanti che viene spontaneo chiedersi se Boris Johnson non li abbia per caso tenuti chiusi da qualche parte in attesa di tirarli fuori tutti insieme. Sembra impossibile, infatti, che siano arrivati tutti nello stesso momento.
Camminare per le vie centrali diventa impossibile e si rischia di tornare a casa con una costola lussata e un occhio nero, gentile regalo di qualche straniero ansioso di prendere il verde pedonale o di raggiungere la vetrina di un dato negozio. Tentare di rilassarsi in un parco e’ impossibile: giunti in massa con quindici chili di pane nello zaino, i turisti ingozzano qualunque essere vivente trovino nei paraggi, rendendo pericoloso il tuo avanzare lungo i sentieri. Stormi di piccioni e gabbiani impazziti volano come razzi da un turista all’altro, letteralmente fregandosene di chi trovano sulla loro rotta. Un piccione lanciato a mille all’ora nello stomaco non e’ proprio una delizia.
La conseguenza di questa sovreccitazione e’ una mania smodata per gli scatti fotografici. Ai piccioni, alle anatre, agli scoiattoli, a se’ stessi tramite autoscatto. Poi, come un miraggio, vedono te: il loro tripod umano!
Prima che tu abbia il tempo di dire “a” ti ritrovi piantata nella mano una macchinetta, e il tipo che te l’ha mollata inspiegabilmente e’ gia’ di fronte a te, lontano, in posa. Sul tuo viso si fa strada lo stupore: stai per immortalare il nipote di Flash!
Samsung, Sony, Canon, Fuji… in questa tua temporanea mansione di fotografo ti ritrovi a maneggiare di tutto, anche marche che non avevi mai sentito nominare in vita tua come la Digity o la Pixie – con conseguente nostalgia per i tempi andati in cui vedevi in tv l’omonimo cartoon, Pixie e Dixie.
Mentre l’avventore ti chiede una foto, poi un’altra e un’altra ancora – sempre schizzando alla Clark Kent – il tuo cervello memorizza, studia, analizza. Il giorno in cui avrai bisogno di una nuova digitale potrai comprarla ad occhi chiusi.

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• giovedì, gennaio 22nd, 2009

In casa nostra la carta igienica va via piu’ dell’acqua da bere, piu’ del pane, perfino piu’ della Nutella. E mi chiedo: possibile che nessun economista, nessuno statista, nessun comune mortale si sia mai posto il problema? Con tutte le migliaia di sterline che gli inglesi spendono in carta igienica nel corso di una vita intera potrebbero comprarsi un’intero stabilimento della Ideal Standard – settore bidet, ovviamente. Qualcuno ci ha mai pensato?

Category: Assurdità, Varie  | 2 Comments
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• mercoledì, gennaio 21st, 2009

Lo si avverte: il nervosismo e’ ovunque.
In strada, nei negozi, negli uffici, l’insofferenza sta assalendo tutti, indistintamente. La capitale delle cortesie e delle file ordinate si sta trasformando, settimana dopo settimana, in una corsa a chi arriva primo.
Cos’e’ cambiato da ora ad un anno fa? Come mai la gente in strada non rispetta piu’ la folla, dando spintoni e gomitate, come mai nella Tube non si attende piu’ di far scendere i passeggeri prima di salire? Come mai non si guarda piu’ prima di cambiare direzione – ed evitare cosi’ di travolgere chi c’e’ dietro? Come mai sui bus si corre a fregare il posto a chi sta salendo in quel momento?

Londra e’ coperta da uno strato di nervosismo omogeneo ed universale. Se sia colpa della crisi o, semplicemente, di un sovraffollamento continuo giunto alla sua fase clou di intolleranza non lo so. L’unica certezza e’ che camminare in strada e’ diventato un inferno e prendere la metro nelle ore di punta – un disagio anche in passato, ma alleviato dalla politeness degli altri passeggeri – un suicidio. Occorre aspettare piu’ di un treno prima di riuscire a salire, e appena il treno compare… ressa intorno ai rombi a terra che indicano il punto in cui si fermeranno le porte. All’apertura delle stesse, un fiume indemoniato entra e cerca di accaparrarsi l’ultimo sedile rimasto. Poco importa se per farlo ha spinto dentro dei poveri malcapitati che volevano invece scendere.
La tolleranza e la tranquillita’ inglesi a Londra negli ultimi tempi sono andate a farsi benedire.