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	<title>The London chronicles &#187; Varie</title>
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	<description>Una voce italiana da Londra</description>
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		<title>Arrivederci, Londra!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 20:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapevo che prima o poi avrei dovuto scrivere questo post. Quello che non sapevo era quando. Di sicuro non avrei mai pensato di doverlo scrivere cosi&#8217; presto e dall&#8217;oggi al domani, inaspettatamente. Bisogna giungere a compromessi, a volte. Di quei compromessi che ti obbligano a fare scelte difficili e ripeterti, quasi a mo&#8217; di consolazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/dsc06663.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/dsc06663-300x225.jpg" alt="dsc06663" title="dsc06663" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-308" /></a></p>
<p>Sapevo che prima o poi avrei dovuto scrivere questo post. Quello che non sapevo era <i>quando</i>. Di sicuro non avrei mai pensato di doverlo scrivere cosi&#8217; presto e dall&#8217;oggi al domani, inaspettatamente.</p>
<p>Bisogna giungere a compromessi, a volte. Di quei compromessi che ti obbligano a fare scelte difficili e ripeterti, quasi a mo&#8217; di consolazione, &#8220;non si puo&#8217; fare sempre cio&#8217; che si vuole, nella vita&#8221;.<br />
Vuoi rimanere a Londra? Allora vai a fare la cameriera. Non vuoi fare la cameriera? Allora devi lasciare Londra. Sorry.</p>
<p>Trascorrere quattro mesi in una citta&#8217; come questa, vivere immersi nella sua organizzazione, nella sua linearita&#8217;, porta ad averne la mappa stampata in mente. I suoi continui punti di riferimento, che permettono sempre di capire all&#8217;incirca dove ti trovi e da che parte devi andare &#8211; i parchi, i monumenti, alcune vie &#8211; ti restano impressi nel cervello come un marchio a fuoco. Una volta imparato dove essi si trovano sulla cartina, muoversi e&#8217; facile. Potresti addirittura fare una simulazione del percorso ad occhi chiusi.<br />
Aggirare Buckingham Palace, lanciando un rispettoso saluto a <i>Lilibeth</i>, proseguire verso nord, attraverso Green Park, e poi svoltare a destra, verso Piccadilly, oppure a sinistra e finire dritti nelle braccia di Hyde Park. Attraversarlo, ritrovarsi d&#8217;improvviso nel caos di Oxford Street, superare il Circus e decidere se andare a nord e finire in un attimo in Regent&#8217;s Park/Baker Street e Marleybone oppure proseguire dritto e dirigersi verso Tottenham Court Road, Leicester Square e Charing Cross. Attraversare la City, raggiungere il Monument, superare il London Bridge e ritrovarsi in pochi istanti di fronte al Tower Bridge, alla HSM Belfast, al <i>path</i> infinito lungo il Tamigi. Oppure percorrere Victoria Street e finire di fronte alla facciata massiccia di Westminster Abbey, svicolarla e ritrovarsi a fissare la mole del Big Ben e del Parlamento. Proseguire lungo il Victoria Embankment oppure andare oltre l&#8217;Orologio e dirigersi verso Blackfriars, verso St. Paul, verso il cuore economico di Londra costeggiando uno dei tratti piu&#8217; belli del Tamigi.<br />
No, non servono mappe a Londra. Basta concederle pochi giorni di pazienza e ti aiutera&#8217; a farti orientare.</p>
<p>Lascio Londra dopo quattro mesi e mezzo. Perche&#8217;? Beh, non sto certo seguendo il detto &#8220;va&#8217; dove ti porta il cuore&#8221;. Se cosi&#8217; fosse, infatti, mi troverei in Hyde Park, seduta su una panchina col mio libro in grembo e la penna rossa in mano. Sto seguendo il detto molto più pratico e realista del &#8220;va&#8217; dove trovi un lavoro&#8221;. E un lavoro, dopo 4 mesi l&#8217;ho finalmente capito, Londra al momento non puo&#8217; darmelo.<br />
Famiglie disperate assumono nanny pagandole con cifre a malapena in grado di aiutarle a coprire l&#8217;affitto e il rinnovo della Oyster, per poi liberarsene appena il capo riduce loro lo stipendio. Ristoranti malgrado la crisi ancora stracolmi tendono buste paga ridicole anticipando ai ragazzi &#8220;state tranquilli, abbiamo seguito il minimo sindacale!&#8221;, ben sapendo che tale <i>minimo sindacale</i> non rispecchia affatto le ore fatte, il massacro richiesto, le parole ricevute. E&#8217; una cosa che accomuna <i>tutti</i> i ristoratori: italiani, cinesi, indiani o messicani. Almeno sotto questo aspetto siamo tutti uguali.</p>
<p>Lasciare Londra dopo averne superato l&#8217;inverno capriccioso, dopo aver sofferto il freddo, lasciarla ora che arriva la bella stagione e si puo andare con un plaid sul prato a leggere un libro? Necessariamente. Non ho piu&#8217; fondi per starmene &#8220;col plaid sul prato a leggere un libro&#8221;. Se volessi fondi sufficienti a mantenermi qui dovrei passare tanto di quel tempo in un ristorante da non averne poi per stare &#8220;col plaid sul prato a leggere un libro&#8221;. Ammesso che l&#8217;unico giorno off concesso di solito ai camerieri ci sia il sole, sia caldo e &#8220;col plaid sul prato&#8221; insieme a te non ci sia tutto il mondo. E ammesso, ovvio, che dopo sei interi giorni di lavoro non-stop fino a tardi tu abbia voglia di emergere dal letto prima di mezzogiorno per assaporare il sole mentre stai &#8220;col plaid sul prato a leggere un libro&#8221;.</p>
<p>So gia&#8217; che tornero&#8217; a Londra, ma non sara&#8217; la stessa cosa. Londra da abitante non e&#8217; la Londra del visitatore giornaliero, e quel giorno che riusciro&#8217; a saltare su un treno e a tornare qui non mi sentiro&#8217; allo stesso modo in cui mi sono sentita fino a ieri. Oggi? Beh, oggi mi sento proprio di merda. Sorry for being rude.<br />
Certo, 300 chilometri non sono 1500, ma le ore di viaggio che mi separano da questa citta&#8217; vivendo in patria sono le stesse che ci sono tra Londra e Bologna.</p>
<p>A chi la ama Londra non basta mai. Piu&#8217; la vivi, piu&#8217; vorresti viverla. Un mese, un anno, dieci anni: non sarebbe mai abbastanza. Ma perche&#8217; la si ama cosi&#8217;? Cos&#8217;e&#8217; di Londra, citta&#8217; cementosa, puzzolente e affollata, che colpisce tanto? La sua unicita&#8217;. Un&#8217;unicita&#8217; non descrivibile a parole, ma solo palpabile con l&#8217;anima. Ogni cosa di Londra e&#8217; unica. Sono uniche le sue strade e i suoi quartieri, con nomi che, googlati da soli, rimandano ad essa. Sono unici i suoi punti di riferimento, che ti permettono in poco tempo di avere la sua intera planimetria stampata in mente, senza bisogno di consultare una cartina. Sono unici i suoi tramonti e la sua organizzazione, nonostante le ripetute aggressioni volte a incrinarla. Londra <i>e&#8217; unica</i>, appunto.<br />
Nessuno sano di mente vorrebbe mai lasciare Londra. Al tempo stesso nessuno, eccetto forse qualcuno completamente pazzo, desidererebbe passarci l&#8217;intera vita. Amare la citta&#8217; ma odiarne le sue restrizioni, assaporare cio&#8217; che offre guardando con astio a chi la abita. Adorare Londra ma detestare i &#8220;londinesi&#8221;, quelli falsi, quelli adottati, quelli che rendono Londra spesso invivibile. Perche&#8217; Londra e&#8217; cosi: multiforme, mutevole, ambivalente. La citta&#8217; che si apre a te e che ti da&#8217; tutta se stessa, che ti accoglie tra le sue braccia come una madre, ad un prezzo pero&#8217; decisamente alto: uno spazio ingordo nel tuo cuore. Lo strappa via, lo seppellisce da qualche parte e dal momento in cui butta l&#8217;ultima palata di terra tu e quel<br />
luogo siete indissolubilmente legati, e non c&#8217;e&#8217; nulla che tu possa fare per evitare di pensare ad esso o evitare di tornarci, periodico, come un eroinomane in crisi di astinenza. Londra crea dipendenza, un fatto che tutti coloro che la amano e odiano hanno imparato ad accettare.</p>
<p>Continuero&#8217; a tenere sullo sfondo del mio BlackBerry <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/264_hyde-park.jpg">l&#8217;immagine di Hyde Park scattata in una lontana mattina del gennaio 2008</a>. Speriamo sia sufficiente. Dovra&#8217; esserlo. Per il resto&#8230; lavoro, lavoro e ancora lavoro, a testa bassa e occhi fissi. Forse cosi&#8217; non vedro&#8217; il grigiore del cielo, il rosso sporco degli edifici, l&#8217;incombere dei grattacieli tutti uguali, l&#8217;assalto di vie contorte e impraticabili della citta&#8217; che mi ospitera&#8217;.<br />
Eppure proprio adesso, mentre penso alla metropoli che mi aspetta e a quella che lascio, di colpo avverto una solida certezza: presto tornero&#8217;.<br />
E non sara&#8217; da turista.</p>
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		<title>Pattinare a Londra: svago o suicidio?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 15:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fun&Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Hyde Park pattinatori]]></category>
		<category><![CDATA[Pattinare a Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Piste di pattinaggio a Londra]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non sono una pattinatrice professionista. Pero&#8217; sono sconsiderata. Appena vedo un rettilineo, mi lancio. Avvallamenti, ostacoli, sassi, pedoni, piccioni che potrei trovare sulla mia strada: cerco di non pensarci, cosi&#8217; da non perdere concentrazione ed equilibrio. Perche&#8217; sembra difficile crederlo, ma pattinare richiede un&#8217;altissima dose di concentrazione. Non conscia, quella concentrazione indotta rischia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono una pattinatrice professionista. Pero&#8217; sono sconsiderata. Appena vedo un rettilineo, mi lancio. Avvallamenti, ostacoli, sassi, pedoni, piccioni che potrei trovare sulla mia strada: cerco di non pensarci, cosi&#8217; da non perdere concentrazione ed equilibrio. Perche&#8217; sembra difficile crederlo, ma pattinare richiede un&#8217;altissima dose di concentrazione. Non conscia, quella concentrazione indotta rischia di farti cadere &#8211; il pensiero &#8220;oddio, sbando&#8230; sto sbandando, vero? E ora?&#8221; si conclude quasi sicuramente con un ruzzolone &#8211; no. È una concentrazione inconscia. Di quelle che lavorano anche quando sembra che tu sia assorbito dal paesaggio e dalla musica pompata a tutta forza nelle orecchie e non dalla strada che sfreccia sotto i tuoi piedi.<br />
Parte della mia sconsideratezza risiede anche nella totale assenza di protezioni: niente ginocchiere, che rendono le spinte impossibili e te un robot; niente casco: non sto andando in guerra; niente polsiere. Queste ultime sarebbero la prima protezione da indossare, soprattutto se hai un polso triturato come me. Soltanto, Londra, la citta&#8217; delle regole e della sicurezza personale, deve ancora offrirmi un negozio che mi venda le sole polsiere senza rifilarmi l&#8217;intero kit, compreso il giubbotto catarifrangente, a prezzi proibitivi.</p>
<p>Di solito, malgrado la mia sconsideratezza, va tutto bene e torno a casa impolverata, ma intera. Quando guardo al passato e alla mia collezione di botte e lussazioni &#8211; un polso, quello ancora buono, incrinato tre anni fa, un ginocchio tumefatto due anni fa e, per concludere, una costola quasi spezzata l&#8217;anno scorso &#8211; mi interrogo su cosa mettero&#8217; tra i trofei del 2009. Per ora mi basta sperare di rientrare in Italia senza ossa rotte come souvenir del mio soggiorno britannico.</p>
<p>I peggiori nemici di un pattinatore a Londra sono due, collegati: il <u>vento</u> e la <u>sporcizia</u> che esso porta sulle piste. Se, poi, ci aggiungiamo anche i soliti, maledetti piccioni in volo &#8211; gia&#8217; pericolosi per i camminatori &#8211; il quadro di insicurezza <i>while skating</i> e&#8217; completo.<br />
Altre volte l&#8217;ostacolo non e&#8217; propriamente un ostacolo quanto piu&#8217; un elemento che, per essere evitato, rischia di farti volare dritto nell&#8217;acqua gelata del Serpentine. Parlo del gradevole souvenir lasciato dai cavalli di passaggio. In mera teoria avrebbero la loro pista di terra battuta; in pratica, per qualche oscura ragione, i cavallerizzi preferiscono passare <u>sulla strada asfaltata subito adiacente</u>, fregandosene della terra battuta, del fatto che quella strada e&#8217; di pedoni e ciclisti e, soprattutto, di cio&#8217; che i loro adorati equini lasciano: un tappeto di fieno masticato-ingoiato-pastorizzato-e-infine-espulso. Impossibile, a volte, trovare un buco, uno sprazzo di strada pulita nei quali infilarsi per evitare di inzaccherare le rotelle di quel profumoso fieno masticato-ingoiato-pastorizzato-e-infine-espulso. Impossibile anche solo pensare di mettere tali pattini nella loro sacca, issarsela in spalla e portarli a casa, in camera, quando sono pieni di fieno masticato-ingoiato-pastorizzato-e-infine-espulso. Se si e&#8217; fortunati si riesce a vedere tale gradevole tappeto in anticipo e a svoltare <i>prima</i> di arrivarvi sopra; se si e&#8217; sfortunati, la svolta per evitarlo sara&#8217; talmente brusca da terminare inevitabilmente con un <i>french kiss</i> all&#8217;asfalto.<br />
Fortunatamente, ci sono i paladini del pulito di Hyde Park. Al massimo mezz&#8217;ora dopo il passaggio della mandria di equini e cavalieri indisciplinati, intervengono coi loro modernissimi camioncini dotati di rulli, aspiratori e spruzzatori. In un lampo il tappeto di fieno masticato-ingoiato-pastorizzato-e-infine-espulso scompare.</p>
<p>La parte piu&#8217; sicura, rilassante e con l&#8217;asfalto migliore, in Hyde Park &#8211; il parco piu&#8217; amato dai pattinatori, forse perche&#8217; e&#8217; <i>l&#8217;unico</i> che offre piste lunghe e decenti! &#8211; e&#8217; il rettilineo che va da Hyde Park Corner fino al Serpentine Bridge. Forse e&#8217; per questo che i pattinatori, di solito, sono concentrati tutti li&#8217;. Alcuni lanciati in blande passeggiate andata/ritorno &#8211; e&#8217; il mio caso &#8211; altri impegnati in contorti esercizi con birilli, aste, ostacoli di ogni tipo che aggirano, saltano, svicolano in un equilibrio perfetto, facendoti provare quel misto tipico di ammirazione e invidia e inducendoti a chiederti se siano per caso nati con quei roller ai piedi, se siano sbucati fuori dalla pancia della mamma svicolando in quello stesso modo tra un&#8217;ostetrica, una ginecologa e un padre in preda al classico collasso post-assistenza-parto.</p>
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		<title>Istantanea dalla Tube</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 09:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[A spasso per Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Vita londinese]]></category>

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		<description><![CDATA[Volevo segnalare un link: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-03-05/dodicesima.shtml L&#8217;immagine e&#8217; stata scattata il 22 febbraio alla stazione di Glouchester Road (o Piccadilly Circus? Non ricordo!). Non e&#8217; ancora stata inserita nella pagina delle foto del mio Windows Live, come moltissime altre, ma conto di farlo presto. Quando? Appena avro&#8217; qualche minuto libero per me, per il blog e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo segnalare un link:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-03-05/dodicesima.shtml">http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-03-05/dodicesima.shtml</a></p>
<p>L&#8217;immagine e&#8217; stata scattata il 22 febbraio alla stazione di Glouchester Road (o Piccadilly Circus? Non ricordo!). Non e&#8217; ancora stata inserita nella <a href="http://cid-b8de4e50cd3bfb0b.skydrive.live.com/browse.aspx/London%20life">pagina delle foto del mio Windows Live</a>, come moltissime altre, ma conto di farlo presto. Quando? Appena avro&#8217; qualche minuto libero per me, per il blog e, soprattutto, per un backup!</p>
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		<title>Kate Middleton, icona della moda</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 01:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costumi,cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[English gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Middleton]]></category>
		<category><![CDATA[Tabloid]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;e&#8217; niente da fare: gli inglesi adorano il gossip. Che siano argomenti generici o argomenti specifici, personaggi noti e personaggi meno noti, non importa: basta che se ne parli. Solitamente c&#8217;e&#8217; un soggetto che compare ogni giorno per un determinato periodo di tempo, poi sparisce. Le star piu&#8217; quotate sono, come sempre, Britney Spears [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/kate-middleton.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/kate-middleton.jpg" alt="" title="kate-middleton" width="200" height="250" class="aligncenter size-medium wp-image-162" /></a></p>
<p>Non c&#8217;e&#8217; niente da fare: gli inglesi adorano il gossip. Che siano argomenti generici o argomenti specifici, personaggi noti e personaggi meno noti, non importa: basta che se ne parli.<br />
Solitamente c&#8217;e&#8217; un soggetto che compare ogni giorno per un determinato periodo di tempo, poi sparisce. Le star piu&#8217; quotate sono, come sempre, Britney Spears e Paris Hilton, anche se ultimamente sono state prepotentemente scalzate dalle scorribande di Amy Whinehouse. Della serie: non ti sopporto, ma devo sapere cosa vai combinando.<br />
I tabloid britannici impazzano di fronte all&#8217;ultima novita&#8217; inerente questa o quella celebrita&#8217; e gli inglesi con essi. Sulle pagine dei giornali gratuiti, dove non vige alcuna garanzia di qualita&#8217; e dove ci si puo&#8217; permettere di scrivere, ripetere, straripetere di tutto, le facce di Paris, Amy e Britney sono onnipresenti.<br />
Accanto a queste star di fama mondiale &#8211; e dalla dubbia condotta morale &#8211; appaiono anche celebrita&#8217; meno chiacchierate, piu&#8217; sobrie. In un Paese capitanato da una Regina non possono mancare, ovviamente, articoli inerenti i Reali, anche se ad apparire piu&#8217; spesso sono i partner non ancora ufficialmente parte della Grande Famiglia, soprattutto quelli ancora in giovane eta&#8217;. Negli ultimi giorni i vari London Lite e derivati sono tornati a concentrarsi su Chelsy Davy, anche se a farla da padrona tra le teste non ancora coronate e&#8217; lei, Kate Middleton.</p>
<p>27 anni appena compiuti, Catherine Elizabeth Middleton e&#8217; stata proclamata gia&#8217; da anni <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kate_Middleton#Fashion_Icon">una giovane promessa nel settore della moda</a>. Sobria, elegante, sportiva: ogni sua uscita pubblica e&#8217; segnata da un abbigliamento che lascia il segno. Perfino un paio di Croc ai piedi di Kate diventano un capo di abbigliamento a tutti gli effetti, al punto da non sembrare piu&#8217; soltanto delle ciabatte di gomma.<br />
Non lo nego: anche per me Kate Middleton e&#8217; un&#8217;icona della moda femminile under30. Al punto che non posso fare a meno di studiare le foto che appaiono sui giornali e tentare di capire il ragionamento insito dietro quel tale abbinamento. Certo avra&#8217; i suoi consiglieri, certo si servira&#8217; in negozi in cui e&#8217; impossibile non trovare qualcosa di adeguato al proprio fisico e alla propria taglia. Ma proviamo a mettere quegli stessi vestiti su un&#8217;altra persona: farebbero tutto un altro effetto.</p>
<p>Comunque e ovunque venga immortalata, a qualunque ora del giorno e della notte, Kate non si scompone mai: sorride sempre. Attenta, curata, elegante: non si scompone mai, appunto.<br />
Un&#8217;immagine pubblica costruita, la sua, senza dubbio, un&#8217;immagine ben diversa da quella privata, ma un&#8217;immagine <b>ben</b> costruita che, finora, non ha mostrato ne&#8217; falle ne&#8217; cedimenti.<br />
Laddove Chelsy e&#8217; stata immortalata con viso stanco, borse sotto gli occhi e sguardo vacuo, Kate prima di lei venne immortalata mentre camminava a testa alta, incurante dei flash, bramosi di catturare anche un solo istante di rottura nella sua maschera di compostezza. Una forza, una testardaggine e una determinazione avvertibili non dalle sue azioni, ma semplicemente da pochi scatti. Due occhi attenti che a fatica riescono a nascondere arguzia e intelligenza. Un polso sottile, ma rigido quando occorre. Una testa con idee chiare, almeno esteriormente. In una Casa come quella della quale potrebbe presto far parte, e&#8217; tutto cio&#8217; che ci vuole.</p>
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		<title>Anche le guardie di Sua Maesta&#8217; perdono le staffe</title>
		<link>http://thelondonchronicles.drawy.net/index.php/2009/01/23/anche-le-guardie-di-sua-maesta-perdono-le-staffe/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 00:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra impossibile, ma anche gli inglesi sono capaci di perdere la pazienza: http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_23/londra_guardia_regina_scherzo_turista_ceffone_42791144-e95d-11dd-8250-00144f02aabc.shtml]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra impossibile, ma anche gli inglesi sono capaci di perdere la pazienza:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_23/londra_guardia_regina_scherzo_turista_ceffone_42791144-e95d-11dd-8250-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_23/londra_guardia_regina_scherzo_turista_ceffone_42791144-e95d-11dd-8250-00144f02aabc.shtml</a></p>
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		<title>Riflessione filosofica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 18:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assurdità]]></category>
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		<description><![CDATA[In casa nostra la carta igienica va via piu&#8217; dell&#8217;acqua da bere, piu&#8217; del pane, perfino piu&#8217; della Nutella. E mi chiedo: possibile che nessun economista, nessuno statista, nessun comune mortale si sia mai posto il problema? Con tutte le migliaia di sterline che gli inglesi spendono in carta igienica nel corso di una vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/bidet.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/bidet.jpg" alt="" title="bidet" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-121" /></a></p>
<p>In casa nostra la <b>carta igienica</b> va via piu&#8217; dell&#8217;acqua da bere, piu&#8217; del pane, perfino piu&#8217; della <u>Nutella</u>. E mi chiedo: possibile che nessun economista, nessuno statista, nessun comune mortale si sia mai posto il problema? Con tutte le migliaia di sterline che gli inglesi spendono in carta igienica nel corso di una vita intera potrebbero comprarsi un&#8217;intero stabilimento della Ideal Standard &#8211; settore bidet, ovviamente. Qualcuno ci ha mai pensato?</p>
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		<title>Quanto costa curarsi in GB?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 07:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Costo medicine Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Medicinali Gran Bretagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Le medicine in Gran Bretagna costano poco, su questo non si discute. Un farmaco che in Italia pretende almeno venti euro qui si puo&#8217; trovare anche a cinque. Se, poi, al posto del farmaco specifico si va sul generico, le cifre diventano addirittura ridicole. Compresse di Paracetamolo (principio attivo della nostra Tachipirina), confezione da 20: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/medicine.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/medicine-300x200.jpg" alt="" title="medicine" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-105" /></a></p>
<p>Le medicine in Gran Bretagna costano poco, su questo non si discute. Un farmaco che in Italia pretende almeno venti euro qui si puo&#8217; trovare anche a cinque. Se, poi, al posto del farmaco specifico si va sul generico, le cifre diventano addirittura ridicole. Compresse di Paracetamolo (principio attivo della nostra Tachipirina), confezione da 20: 49 centesimi. Ibuprofene, confezione da 30: 1,49£. Antibiotico antisettico (di quelli che in Italia sforano comodamente i trenta euro), confezione da 18: 7,20£.<br />
Dopo essere stata male dieci interi giorni e aver ingerito pressoche&#8217; tutto il magazzino di <i>Boots</i>, sono riuscita a farmi una discreta cultura in fatto di medicinali e di prezzi ad essi associati. Dagli spray per il raffreddore agli sciroppi per la tosse, dagli antidolorifici per gli strappi alle compresse per il mal di gola: la consistenza e il formato delle medicine britanniche a volte non rispecchiano affatto quelli italiani, ne&#8217; lo fanno i prezzi. Il limite minimo, tuttavia, l&#8217;ho toccato oggi: richiesta alla farmacista una confezione di Aspirina, certa di ricevere l&#8217;equivalente inglese in compresse effervescenti mi sono ritrovata invece in mano una scatolina microscopica da 32 pasticche. Lo scopo? Il medesimo: curare mal di testa e dolori sparsi. Il prezzo? Assurdo: 30 pence.</p>
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		<title>Circolo polare artico o Londra?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 17:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[A spasso per Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[clima invernale londinese]]></category>
		<category><![CDATA[freddo londra]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccio]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina alle 11 l&#8217;ottimista termometro del BlackBerry annunciava la preoccupante cifra di -7. Dannatamente vero, come ho avuto modo di scoprire appena varcata la (doppia) porta di casa. Camminare era un&#8217;azione puramente automatica, visto che dalla fine del giubbotto in giu&#8217; non sentivo piu&#8217; niente &#8211; neppure i piedi, bardati dentro un paio di Timberland [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/10gen09_serpentine_ghiacciato.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/10gen09_serpentine_ghiacciato-300x225.jpg" alt="" title="10gen09_serpentine_ghiacciato" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-65" /></a><br />
Stamattina alle 11 l&#8217;ottimista termometro del BlackBerry annunciava la preoccupante cifra di -7. Dannatamente vero, come ho avuto modo di scoprire appena varcata la (doppia) porta di casa. Camminare era un&#8217;azione puramente automatica, visto che dalla fine del giubbotto in giu&#8217; non sentivo piu&#8217; niente &#8211; neppure i piedi, bardati dentro un paio di Timberland col pelo!<br />
Alle 14 sono iniziati a cadere sulla citta&#8217; i primi, timidi fiocchi di neve. Piu&#8217; dei proiettili che dei fiocchi, vista la loro forma e durezza.<br />
Alle 15 <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/10gen09_ghiaccio.jpg">il ghiaccio aveva ricoperto praticamente tutto</a>. L&#8217;ingresso nelle stazioni della metropolitana e&#8217; stato una vera benedizione!</p>
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		<title>Cos&#8217;e&#8217; successo all&#8217;albero di Annie???</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 09:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevo, prima o poi doveva succedere: la polizia si e&#8217; infine convinta di trovarsi di fronte ad un rapimento. Ha pensato bene, percio&#8217;, di transennare la prova numero uno del fattaccio. Naturalmente si tratta di semplici lavori di rifacimento delle staccionate. Fino a qualche giorno fa erano state divelte e sostituite da paletti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/ippocst.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/ippocst-225x300.jpg" alt="" title="ippocst" width="225" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-55" /></a><br />
Lo sapevo, prima o poi doveva succedere: la polizia si e&#8217; infine convinta di trovarsi di fronte ad un rapimento. Ha pensato bene, percio&#8217;, di transennare la prova numero uno del fattaccio.<br />
Naturalmente si tratta di semplici lavori di rifacimento delle staccionate. Fino a qualche giorno fa erano state divelte e sostituite da paletti in legno provvisori. Efficienza inglese: sono gia&#8217; al lavoro per ripristinare tutto!</p>
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		<title>La fame e&#8217; una brutta cosa</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 10:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assurdità]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze oculari]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Hyde Park]]></category>
		<category><![CDATA[parchi londinesi]]></category>
		<category><![CDATA[scoiattoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Una caratteristica distintiva dei parchi londinesi e&#8217; la fauna che li popola. Decine di specie diverse di palmati, di volatili di media e grossa taglia, centinaia di scoiattoli vivono insieme in perfetta armonia. Questi ultimi in particolare non hanno alcun problema ad avvicinarsi all&#8217;uomo, anzi. Non appena fiutano odore di cibo perdono tutti i loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una caratteristica distintiva dei parchi londinesi e&#8217; la fauna che li popola. Decine di specie diverse di palmati, di volatili di media e grossa taglia, centinaia di scoiattoli vivono insieme in perfetta armonia. Questi ultimi in particolare non hanno alcun problema ad avvicinarsi all&#8217;uomo, anzi. Non appena fiutano odore di cibo perdono tutti i loro freni inibitori e si arrampicano, <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/scoiattolo_sul_portatile.jpg">scalando pantaloni, borse, zaini</a> e arrivando in testa.</p>
<p>Hyde Park resta il parco per eccellenza con la piu&#8217; alta concentrazione di scoiattoli. Benche&#8217; incredibile, il comportamento di queste bestiole varia da zona a zona. Sono schivi e inavvicinabili nei Kensington Gardens, curiosi e incoscienti intorno al Westbourne Gate, <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/scoiattolo.jpg">avveduti ma mansueti</a> lungo il Serpentine, feroci e aggressivi negli Holocaust Memorial Gardens.<br />
Fermarsi su un sentiero e mettere mano alla borsa &#8211; magari anche solo per prendere un fazzoletto &#8211; sancisce l&#8217;inizio di un assalto piu&#8217; o meno numeroso che si concludera&#8217; solo con la ripresa frettolosa della propria passeggiata. Gli scoiattoli dei parchi londinesi, infatti, sembrano soffrire di un problema non da poco: il verme solitario. Per quanti chili di biscotti, noci o pane i volenterosi visitatori possano dare loro, loro saranno sempre li&#8217;, pronti a riceverne ancora.<br />
La loro fame perenne li porta a studiare con notevole interesse ogni singolo passeggiatore. Non appena uno di loro si ferma e mette mano alla borsa, scatta l&#8217;adunata. Quello che prima era uno scoiattolo isolato in pochi secondi si trasforma in una squadra di quattro o cinque. A seconda delle zone, la S.W.A.T. decidera&#8217; se avvicinarsi o meno alla persona. Non importa cosa essa stia per tirare fuori dalla borsa: se si e&#8217; di fronte ad un plotone di scoiattoli-Jones, il povero malcapitato se li ritrovera&#8217; arrampicati ovunque. Se ne liberera&#8217; solo nel caso in cui dimostrera&#8217; di aver messo mano alla borsa per altro che non sia cibo commestibile.</p>
<p>Da qualche tempo ho preso a portare con me un sacchetto di frutta secca. Costa una miseria e fa felice un discreto numero di scoiattoli per un generoso numero di giorni.<br />
Il mio punto preferito in cui elargire leccornie resta la riserva lungo il Serpentine, subito dopo le Fountains. Gli <a href="<a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/scoiattoli.jpg">scoiattoli</a> sono scapestrati e caotici, li&#8217;, ma attendono diligentemente che si tenda loro la mano con la mandorla o la nocciola di turno &#8211; dopotutto, sono pur sempre scoiattoli inglesi.<br />
Ogni tanto uno di loro azzarda una scalata su per i jeans, fino a raggiungere personalmente il sacchetto nel quale sono contenute le leccornie. Con disciplinata pazienza britannica attende che l&#8217;altra mano tiri fuori da esso qualcosa per lui.</p>
<p>Le scene alle quali si assiste nel momento in cui si decide di nutrire gli scoiattoli sono incredibili, esilaranti e tenere. Avere un manipolo di spolverini animati che <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/scoiattolo2.jpg">corrono intorno ai piedi</a> e&#8217; un&#8217;esperienza alla quale si fa fatica ad abituarsi, specie se si proviene da un Paese nel quale scene del genere non sono all&#8217;ordine del giorno.<br />
Tuttavia, queste scene tenere o esilaranti possono trasformarsi in un&#8217;esperienza terrificante che ricorda molto da vicino un romanzo di Stephen King.<br />
Gli scoiattoli che popolano gli Holocaust Memorial Gardens hanno la schiena rossiccia e la coda poco folta. Questa, tuttavia, non e&#8217; l&#8217;unica differenza che li rende in qualche modo distanti dai cugini che risiedono poco piu&#8217; a nord. La loro peculiarita&#8217; e&#8217; l&#8217;essere schivi e, al tempo stesso, aggressivi.<br />
Con il mio sacchetto di leccornie da roditori mi sono seduta e ho iniziato a sfamare una piccola orda di questi scoiattoli dei quali, all&#8217;inizio, ignoravo il carattere. Senza prenderli dalla mia mano ma aspettando che io li lanciassi a terra, questi Montecchi dei roditori hanno quasi dato fondo alla mia scorta in meno di dieci minuti. Solo uno di loro e&#8217; stato tanto coraggioso da avvicinarsi e prendere il cibo dalla mia mano, proprio come i suoi simili della zona nord. Soltanto, il suo prendere era accompagnato da pesanti zampate, zampate seguite da altrettanti solchi rossi nell&#8217;epidermide grazie alle sue unghie non proprio limate.<br />
Quello che era iniziato come un pasto tranquillo si e&#8217; trasformato in una guerra nel momento esatto in cui tale scoiattolo ha deciso, senza preavviso e senza ragione, di azzannarmi un dito. Mentre cercavo di arginare quello zampillare nauseante, gli altri scoiattoli osservavano guardinghi, a debita distanza dai miei piedi, la scena: io col fazzoletto sempre piu&#8217; rosso che maledicevo il loro amico il quale, per tutta risposta, continuava ad arrampicarsi sulle mie gambe e a tentare di completare l&#8217;opera. A nulla sono valsi i miei tentativi di farlo scendere: appena toccava terra, lui risaliva. E afferrava la mano ferita tentando di tirarla giu&#8217; e azzannarla di nuovo.<br />
Andando contro ogni mio principio di rispetto verso gli animali l&#8217;ho preso a spintoni &#8211; vista la mole, non e&#8217; stato difficile &#8211; l&#8217;ho fatto volare a terra, l&#8217;ho pungolato. L&#8217;ho scosso come il batacchio di una campana quando si e&#8217; aggrappato al polsino del mio giubbotto, restando sospeso in aria a X e tentando, nonostante la condizione di equilibrio precario, di mordermi la mano. Sembrava un film horror: scoiattolo indemoniato si incolla a mano di malcapitata come cozza allo scoglio e non c&#8217;e&#8217; modo di liberarsene.<br />
Riconosco che deve essere stata una scena ilare, per i passanti: non capita tutti i giorni di vedere una ragazza spiritata con uno scoiattolo impazzito appeso al polso e sbattuto da una parte all&#8217;altra.<br />
Alla fine ha desistito. Con mio immenso sollievo e&#8217; sparito dal mio campo visivo, permettendomi finalmente di iniziare a raccogliere le mie cose dalla panchina &#8211; senza il rischio di venire azzannata mentre mettevo mano ad esse &#8211; e alzarmi. Tuttavia, lo scoiattolo posseduto era li&#8217;, la coda che spuntava dalla mia borsa: aveva aperto la clip per raggiungere il sacchetto di frutta secca contenuto all&#8217;interno. Non mi sono interrogata affatto su come o quando fosse riuscito ad aprirla; semplicemente, l&#8217;ho spinto via, afferrando in fretta la borsa e avviandomi verso Hyde Park Corner.</p>
<p>La vicenda del clan di scoiattoli indemoniati e&#8217; stato un evento atipico del quale finora non avevo neppure sentito parlare. Fortunatamente il comportamento irreprensibile degli altri roditori presenti in Hyde Park non consente una facile generalizzazione sul temperamento e l&#8217;indole di questa razza solitamente timida e accorta.<br />
Mentre combattevo contro hell-squirrel, c&#8217;era un pettirosso minuscolo che mi guardava. Zampettava intorno ai miei piedi, sui rami dei cespugli vicini a me, fissandomi tutto il tempo. Non voleva cibo, non ha neppure tentato di prendere l&#8217;uvetta che gli ho lanciato. Semplicemente, mi seguiva.<br />
Ha continuato a seguirmi di ramo in ramo finche&#8217; non sono uscita fuori dal parco.</p>
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