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	<title>The London chronicles &#187; William Turner</title>
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	<description>Una voce italiana da Londra</description>
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		<title>Tate Britain, una National Gallery piu&#8217; organizzata</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 18:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juana</dc:creator>
				<category><![CDATA[A spasso per Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie quadri Londra]]></category>
		<category><![CDATA[musei londinesi]]></category>
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		<description><![CDATA[National Gallery, National Portrait Gallery, Tate Modern, Tate Britain: in fatto d&#8217;arte Londra ha moltissimo da offrire. La Tate Britain, la galleria dedicata agli artisti inglesi e alle opere riguardanti l&#8217;Inghilterra, e&#8217; un po&#8217; il sunto dei musei concorrenti. Camminare per le sale della Tate Britain provoca in chi ha visitato le altre gallerie un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/tate-britain.jpg"><img src="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/tate-britain-300x225.jpg" alt="tate-britain" title="tate-britain" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-261" /></a></p>
<p>National Gallery, National Portrait Gallery, Tate Modern, Tate Britain: in fatto d&#8217;arte Londra ha moltissimo da offrire. La <a href="http://www.tate.org.uk/britain/">Tate Britain</a>, la galleria dedicata agli artisti inglesi e alle opere riguardanti l&#8217;Inghilterra, e&#8217; un po&#8217; il sunto dei musei concorrenti.<br />
Camminare per le sale della Tate Britain provoca in chi ha visitato le altre gallerie un continuo senso di <i>déjà-vu</i>. Si reincontrano volti ormai familiari come quello di <a href="http://www.tate.org.uk/servlet/ViewWork?workid=7173&#038;searchid=9526&#038;roomid=2147&#038;tabview=image">Cornelia Veth</a>, di Emma Hamilton e, naturalmente, di Elisabetta I. Non si puo&#8217; fare a meno di percepirli come amici intimi, ormai, proprio come i pittori gia&#8217; incontrati alla National Gallery e alla Portrait Gallery. Ad esempio, nella sala 9 e&#8217; possibile incappare in un altro capolavoro di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Lawrence_(painter)">Sir Thomas Lawrence</a>: dopo la fantastica riproduzione di una <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/01/queencharlotte_sirthomaslawrence.jpg">Queen Charlotte</a> buttata giu&#8217; alle cinque del mattino, ecco che ci propone una <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/philadelphia-hannah_lawrence.jpg">Hannah Philadelphia</a> immortalata subito dopo la colazione. Insomma, se non erano spettinate e distrutte Sir Lawrence non le dipingeva.</p>
<p>La principale caratteristica che differenzia e distanzia la Tate Britain dai musei concorrenti e&#8217; la disposizione delle opere al suo interno. Il caos di cornici e l&#8217;accozzaglia di colori tipici della National Gallery alla Tate Britain si trasformano in sale ariose, poco affollate e dall&#8217;intonaco ben bilanciato. Voluto o no, i colori delle pareti si sposano alla perfezione con quelli dei dipinti ad esse affissi, regalando all&#8217;occhio una piacevole sensazione di relax.<br />
Questa comunione cromatica permette di concentrare la propria attenzione esclusivamente sui soggetti dei quadri, senza distrazioni. Analogie tra opere simili non sfuggono, esattamente come i rari e sorprendenti casi di reincarnazione. Uno di essi e&#8217; nella sala 2, subito accanto all&#8217;ingresso: la zia di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Maggie_Smith">Maggie Smith</a> nelle vesti di <a href="http://harrypotter.wikia.com/wiki/Minerva_McGonagall">Minerva McGrannitt</a> sorride pacata indossando la medesima veste nera e il medesimo cappello a punta.<br />
Non mancano dipinti sullo stile delle nobildonne scapigliate di Sir Thomas Lawrence. Joshua Reynolds, ad esempio, ce la mette tutta per imitare il collega proponendoci una <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/miss-monckton.jpg">Miss Monckton</a> in piena sbronza.</p>
<p>La Tate Britain contiene dipinti appartenenti ad artisti inglesi, ma puo&#8217; accadere di incappare in pittori stranieri che hanno voluto riprodurre su tela vedute della Gran Bretagna. Nelle sale della galleria e&#8217; finito anche Canaletto, che almeno una volta nella vita decise di smetterla con le vedute di Venezia e cominciare con quelle della campagna inglese. Lo si riconosce a distanza, ancor prima di leggerne il nome nell&#8217;etichetta a lato della cornice: i dettagli maniacali, gli edifici perfetti e la luce calda sono tutte caratteristiche tipiche del pittore italiano, esattamente come i vestiti dallo stile prettamente veneziano delle persone inserite nella rappresentazione.</p>
<p>Benche&#8217; la Tate Britain si differenzi dalla sorella maggiore, la Tate Modern, per l&#8217;antichita&#8217; e la classicita&#8217; dei quadri esposti in essa, anche li&#8217; non mancano le stramberie. Soltanto, alla Britain sono curiose e, in qualche modo, affascinanti.<br />
Un esempio di assurdo e&#8217; dato dall&#8217;opera di Subodh Gupta piazzata all&#8217;uscita della sala 9. Si tratta di <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/line-of-control_gupta.jpg">un enorme albero fatto di mestoli, padelle, coperchi e pignatte d&#8217;acciaio</a>: nel decennio precedente Gupta era senza dubbio un ristoratore.<br />
La mostra temporanea dedicata a Hurvin Anderson, invece, riporta i visitatori indietro nel tempo, all&#8217;epoca della scuola dell&#8217;obbligo: dipinti a tempera tanto discutibili li si vede solo dietro i banchi dei ragazzi delle medie.<br />
Fortunatamente non mancano le sezioni degne di nota e di apprezzamenti. La sala 8, dedicata a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cecil_Collins">Cecil Collins</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/William_blake">William Blake</a>, mostra come anche la pittura astratta possa sfornare dipinti <i>pieni, concisi e comprensibili</i> e dalla scala cromatica <i>inusuale</i>. Oppure i capolavori di John Constable e James Tissot &#8211; quest&#8217;ultimo riconoscibile dagli onnipresenti vestiti a righe delle sue dame &#8211; il vellutato <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/april-love.jpg">April Love</a> di Arthur Hughes, i meravigliosi dipinti di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dante_Gabriel_Rossetti">Dante Gabriel Rossetti</a>, la <a href="http://thelondonchronicles.drawy.net/wp-uploads/2009/03/ophelia_millais.jpg"><i>Ophelia</i></a> di Millais.</p>
<p>Un&#8217;ala della Tate Britain e&#8217; dedicata a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/J._M._W._Turner">William Turner</a>. Guardando le bozze e gli schizzi di quelli che sono poi divenuti i dipinti piu&#8217; famosi dell&#8217;artista viene da chiedersi come sia riuscito Turner a cavare da quei pochi segni e scarabocchi opere di una bellezza unica.<br />
L&#8217;esposizione in ordine cronologico dei quadri consente di vivere passo dopo passo l&#8217;evoluzione e i mutamenti subiti dalla tecnica dell&#8217;artista: dipinti cupi e dalla luce quasi assente alla fine del &#8217;700, rilassanti, tiepidi e luminosi dall&#8217;800 in poi.</p>
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